martedì 28 maggio 2013

INFERNO (seconda parte)

Allora. Un mio caro amico m'ha detto, al Salone di Torino, che il post su "Inferno" che ho pubblicato sul blog un paio di settimane fa, andrebbe incorniciato. Il che ora mi crea un profondo imbarazzo, perchè questa è la seconda parte e la scrivo dopo aver letto le prime 88 pagine del suddetto "Inferno". Il precedente post che ho scritto molto onestamente, voleva mettere in luce la mia eterodossia in un momento in cui tutti mi danno dello snobbone, in quanto assumo delle posizioni del tipo: "Springsteen è meglio che smetta di suonare, perchè se continua così riuscirà persino a cancellare monumenti musicali come "Nebraska" e "The Wild, The Innocent, etc. etc", oppure "che cazzo sbavate sul Salone del Libro che si vede a duecento metri che è come la Sagra dell'Agnolotto, solo che i libri non si magnano?"o, più locale, "chi cazzo se ne incula del castello di Castelfranco Veneto, se la città non ha nessuna vita culturale? I monumenti servono solo se una città li può apprezzare e questo impone un certo livello di saper stare al mondo, che guardacaso è proprio ciò che non c'è!". Insomma, volevo liberarmi un poco del mio snobismo e ho fatto tutto un post sul divertimento della lettura, che, per l'amordiddio, sottoscrivo in pieno, solo che, questa mattina, ho speso 22.50 euro (la mia libreria di fiducia mi fa sempre lo sconto del 10%) per comprare, per l'appunto, l'ultimo Dan Brown chè non volevo essere tacciato di partigianeria in partenza. Ebbene, già dopo una quindicina di pagine mi sono cominciato a chiedere se non avessi fatto meglio a mettere quei 22.50 euro nella cassetta delle elemosine del Duomo del mio paese, rimanendo assolutamente sconvolto dalla dabbenaggine e dalla sommarietà degli incastri giallistici. Immagino Enrico Pandiani mangiarsi il foulard nel suo stretto studiolo infarcito di libri per cercare meccanismi noiristici, diciamo così, a orologeria, che scoppino al momento giusto, dettagli minimi che ricongiungano inaspettatamente una trama. Oppure immagino, retrocedendo nel tempo, il "negro" Dumas tenersi celata fino in fondo ai "Tre Moschettieri" il legame tra Athos e Milady. Insomma vedo nettamente la sofferenza dei noiristi, giallisti, o come volete chiamarli voi, nel dosare il dettaglio, la violenza, il mistero, per ottenere una miscela credibile e godibile agli occhi del lettore esperto e mi chiedo come accidenti sia possibile che qualcuno acconsenta alla pubblicazione d'una cagata pazzesca come "Inferno". I meccanismi non s'incanstrano, trascuratezza bestiale nei particolari (del tipo Robert Langdon soffre di clamorose amnesie, ma si ricorda username e password della sua casella e-mail dell'università di Harward), scene assurde (come proprio mentre i cattivi li stanno beccando il suddetto Robert Langdon s'accorge che i mocassini italiani sono meglio di quelli inglesi e decide che da quel momento in poi li comprerà sempre): tutto ciò passato inosservato sotto agli occhi degli editor che non si capisce che tipo d'assistenza abbiano offerto allo scrittore. Subito all'inizio, diciamo entro le prime dieci pagine, c'è il riferimento a un orologio di Topolino che chiunque sia un poco pratichetto capisce che sarà un dettaglio importante del libro, anche se non ne ho la conferma, perchè a pagina 88 ho smesso di leggere, concludendo il mio sodalizio con "Inferno" con un perentorio: "ma vai a cagare!". Ma, a questo punto della mia vita, s'è posto un clamoroso dilemma: "E come accidenti faccio a recuperare quei poveri 22.50 euro?". Sono tornato dal mio libraio, mi sono inginocchiato davanti a lui e l'ho pregato come si prega davanti a un capitello: "Ti prego cambiami sta' merda di libro. Ti prego. In cambio te ne compro uno di Baricco, o anche "Se Ti abbraccio non aver paura", oppure anche quello che parla di quanti pezzi siano stati fatti della tipa che è stata rapita nel mio paese, ma, ti prego, cambiami stà merda...". Il mio libraio è buono. M'ha detto che potevo scegliere quello che volevo. Ho preso "Point Lenana" di Wu Ming 1 e anche oggi ho salvato la ghirba. A dir la verità il libraio voleva che prendessi qualcos'altro, perchè "Inferno" costa cinque euro in più di "Point Lenana", ma non ho voluto. A voler essere ciò che non si è, e io sono snobbone e rompicoglioni, bisogna pagare dazio e 5 euro mi pare un prezzo equo.

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